Tre capacità dell'oggi
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Twitter / MasFerrario: Imparare. Disimparare. ...
Imparare. Disimparare. Reimparare. Tre capacità dell'oggi. Per essere adeguati al domani. Ma serve il pensare.
Ho riportato questo tweet di Massimo Ferrario che riassume in poche parole, esattamente in tre diverse accezioni del verbo imparare con i relativi suffissi, le vere capacità per emergere, per innovare e per fare in modo che la nostra curiosità sia sempre una fedele seguace.
La curiosità è alimentata dalla voglia di conoscere e sostenuta anche da una buona dose d'intuizione.
È altrettanto vero che dobbiamo allenare la nostra capacità di pensiero e adattarla con i due sistemi di pensiero: quello lento e quello veloce, come suggerito da Daniel Kahneman, ossia il pensiero razionale e quello intuitivo per farla breve.
Questo, per esempio, è molto utile nello sviluppo delle competenze.
La competenza non è una singola abilità: è un insieme di abilità.
Ai professionisti viene richiesta non solo competenza, ma visione, intuizione, capacità di elaborare strategie e di metterle in atto.
Se essi riescano o no a sviluppare una competenza intuitiva dipende sostanzialmente dalla qualità e velocità del feedback e da sufficienti opportunità di fare pratica.
Facciamo un esempio: quando puoi fidarti di un professionista sicuro di sé che afferma di avere un'intuizione?
Un professionista che si fida delle sue intuizioni deve essere consapevole che non subisca il fascino di due impressioni correlate ossia:
-
la fluidità cognitiva
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la coerenza
Kahneman afferma che siamo sicuri delle nostre convinzioni quando la storia che raccontiamo a noi stessi ci viene in testa con facilità, senza nessuna contraddizione.
Ma la fluidità e la coerenza non garantiscono che una credenza granitica sia vera.
Una mente che si ispira al WYSIATI (what you see is all there is), ossia quello che si vede è l’unica cosa che c’è, matura molto facilmente una grande fiducia nella proprie credenze ignorando quello che non sa. Non stupisce quindi che molti di noi siano inclini ad avere una grande fiducia nelle intuizioni infondate.
La fiducia che le persone hanno nelle loro intuizioni non è una guida affidabile alla validità delle stesse intuizioni. Se non ci si deve fidare della sicurezza soggettiva, come si può valutare la validità probabile di un giudizio intuitivo?
Ed ecco che entra in gioco la competenza.
Ci sono 2 condizioni indispensabili per l'acquisizione di una competenza e sono nell'ordine:
1) un ambiente che sia abbastanza regolare da essere prevedibile
2) l'opportunità di imparare queste regolarità attraverso una pratica prolungata
Quando entrambe queste condizioni sono soddisfatte, è probabile che le intuizioni siano competenti.
Gli scacchi sono un esempio estremo di ambiente regolare, ma anche il brigde e il poker forniscono robuste regolarità statistiche che sostengono la competenza.
Un professionista può ritenersi tale se osserva attentamente questa regola: non ci si può fidare dell'intuizione in mancanza di regolarità stabili nell'ambiente.
La maggior parte delle volte è possibile distinguere le intuizioni che hanno probabilità di essere valide da quelle che hanno probabilità di essere false.
Come quando si giudica se un'opera d'arte è autentica o falsa, di solito si hanno risultati migliori studiando la provenienza dell'oggetto che esaminandolo per se stesso.
Per chiudere a questo punto, riformulo anch'io.
E' necessario imparare, ma ci vuole abilità per disimparare e competenza nel reimparare. Impossibile senza pensare.
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