Osserva, ascolta, vendi
Intenso, questo è l’aggettivo che definisce il mio 2014.
Segnato da un cambiamento professionale che ha variato il mio stile di vita e mi ha permesso di crescere ulteriormente come persona. Ritengo che sia stato l’obiettivo più importante raggiunto.
Ho tralasciato alcune cose, inevitabilmente. Come il mio blog.
Nella nuova quotidianità, nell’intrecciare nuove relazioni professionali, nell’interagire quotidianamente con diverse tipologie di clienti, ho sviluppato maggiormente la capacità di cogliere al volo atteggiamento, predisposizione mentale, possibili esigenze inespresse, una miriade di sfaccettature che caratterizzano ciascuno di noi.
E questo aiuta moltissimo nell’individuare esigenza del cliente e nell’aiutarlo a compiere la scelta anche più idonea per lui.
Sapete che cosa chiede ogni cliente? Semplicità.
No, vi assicuro che semplice non è sinonimo di facile, ma per far sì che tu riesca a vendere devi osservare, ascoltare e poi, solo poi, parlare.
Riesci già a trasmettere competenza ascoltando, calibrando la tua parola adeguandola al linguaggio più comprensibile per il cliente.
Non è facile, dicevo.
Però ti consente di sottoporti a una sana autocritica. E serve parecchio.
Com’è abbastanza noto, una trattativa di vendita, spesso, è determinata da un corretto approccio.
Se sbagli approccio, ha già compromesso l’esito della trattativa.
E allora comprendi come sia sempre necessario imparare a osservare e a osservarti.
Come se avessi uno specchio sempre di fronte.
Perché ciò che tu trasmetti influenza parecchio la comprensione, varia sensibilmente la sensazione del cliente che hai di fronte.
Il contatto quotidiano con il pubblico ti consente di cogliere impercettibili sfumature di ogni singolo cliente.
E ogni giorno è diverso dall’altro. E ogni trattativa di vendita è diversa dall’altra, perché inevitabilmente diversi sono i clienti e differenti sono i nostri modi di interagire.
Sai qual è il vero valore aggiunto?
Trattare il cliente come se tu fossi il cliente in quel medesimo istante, sapendolo anche sorprendere.
Perché ognuno di noi è cliente e ci sentiamo rispettati solo se veniamo trattati come tali e non come numero per raggiungere un ipotetico (e assillante!) target di vendita.

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