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Quali sono i confini

20 Aprile 2012 , Scritto da admin Con tag #Articoli, #ascolto, #riflessione

Oggi sono in vena di qualche riflessione. Profonda. 

E come ogni riflessione che si rispetti, si inizia sempre con le domande, con i dubbi, con le esitazioni, con le incertezze.

Ho imparato che le certezze si sgretolano e però si riformulano continuamente. Ho imparato (e lo faccio quotidianamente) ad ascoltare me e le persone che mi circondano in un'ottica diversa.

Ho appena finito di leggere un saggio del teologo Vito Mancuso "La vita autentica" edito da Raffaele Cortina Editore, in cui egli suggerisce che il seme del dubbio e la ricerca della propria autenticità sono i fari della nostra esistenza. 

Siccome sono una convinta sostenitrice della serendipity, oggi che che cosa trovo?

Questo breve fiilmato, eccellente nella realizzazione e con una musica incantevole in cui la

domanda è : qual è il confine tra la vita e la morte?

"I confini che dividono la vita dalla morte sono abbastanza vaghi e pieni di ombre. Chi sa dirci dove finisce l'una e inizia l'altra?"  Edgar Allan Poes                     

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A
Ti ringrazio per il commento profondo, Corrado. Infatti la suggestione di questo filmato e la scelta del titolo del post indicano proprio che il dubbio consente di esplorare meglio noi stessi, la relazione con gli altri, le convinzioni alle quali siamo aggrappati (giuste o condivisibili che siano). Il dubbio e la consapevolezza di esso hanno un'origine antica, il cui maestro indiscusso è Socrate.
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C
Ho appena concluso il training per diventare Business Connector di Teamforce e non posso nasconderti che il concetto espresso da Vito Mancuso (che stimo molto) è, nelle varie declinazioni che ovunque si possono trovare, il sale della ricerca del bene e dell'utile vissuta in una dinamica della reciprocità ovvero nell'atteggiamento - da trasformare nel concreto - in cui io sono l'altro e l'altro sono io.<br /> Su questa base la verità non risiede nel singolo e "consumata" nel breve tempo ma costruita nei rapporti a medio e lungo tempo in cui la capacità di ascoltare - da te altrove così ben enfatizzata - ci mette nella condizione di cercare insieme, in team, quella risposta, quella soluzione, quella idea che da soli non saremmo mai riusciti a trovare.<br /> Per cui io "ho bisogno" del dubbio dell'altro, degli altri perché questo mi e ci consente di non avere una certezza - culturale, religiosa, etnica, ecc. - che tende ad escludere dalla mia vita chi non è come me ma a comprendere, passo dopo passo, che proprio "il dubbio e la ricerca della propria autenticità sono i fari della nostra esistenza" come dice Mancuso. I fari indicano, in modo simbolico, lo sforzo di avvicinare la verità dell'altro in mezzo al buio del mio io.<br /> E' una dinamica impegnativa ma affascinante nella quale sondare le risposte alla tua bellissima domanda sul confine tra la vita e la morte. Grazie Barbara per lo spunto che hai trovato.
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