Fine del mondo? Ne inizia un altro
L’ispirazione di questo post è nata grazie alla lettura delll’editoriale di Massimo Gramellini su la Stampa di oggi 21 dicembre 2011 che riporto integralmente:
“È il 21 dicembre e il mondo finirà fra un anno: minuto più, minuto meno. Considerato l’anno che ci aspetta, potrebbe essere persino un sollievo. Io la scena la immagino così: un ultrasuono che perfora soltanto gli orecchi dei pigri e dei vigliacchi, i quali per la disperazione corrono a sfracellarsi contro un muro invisibile, osservati con vivo stupore dal resto dell’umanità. Mi resta dunque un anno a disposizione per smettere di essere pigro e vigliacco. Per foderarmi gli orecchi con la cera della passione. Cosa si può fare in un anno che non si è fatto mai? Mi vengono in mente solo fantasie musicali. Ballare un tango con i delfini, addormentarsi sopra un organo a canne suonato dal mare (esiste, è in Croazia), ascoltare a palla in un deserto la canzone più straziante della storia, che per un punkettaro impunito come me rimane «My way» nella versione di Sid Vicious.
Però si possono fare cose altrettanto sfiziose a chilometro zero. Per esempio afferrare il tempo, governarne la fluidità e plasmarla ai nostri scopi. Smettere di lamentarsi, di fare le vittime, di aspettarsi dagli altri la soluzione dei nostri problemi. Diventare adulti. Profondi ma leggeri. Voler bene alle persone a cui si è scelto di voler bene. Leggere Charles Dickens o chi volete voi, purché oltre alla tecnica abbia un’anima, oltre al cinismo un sogno. E le vere profezie dei Maya, per scoprire che il 21 dicembre 2012 non finirà un bel niente, semmai comincerà qualcosa. Qualcosa che sarebbe meglio far cominciare già adesso, anche dentro di noi.!”
La domanda che sorge spontanea a questo punto è:
Che cosa dobbiamo fare per avere o meglio ottenere una nuova vita?
Restare in ascolto, di sé stessi e degli altri ed attivare due meccanismi così profondamente nostri, ma tenuti in disparte senza nessun valido motivo : la generosità e l’autenticità.
Solo grazie ad esse riusciremo ad aprirci e ad avremo la possibilità di governare la fluidità del nostro tempo e di plasmarla ai nostri scopi, come sostiene Gramellini.
Ecco per chiudere questo post , vi lascio con la citazione di questo pensiero di G.Friedmann:
“Fare il proprio volo ogni giorno! Almeno un momento che può essere, purché sia intenso. Ogni giorno un esercizio “spirituale”, da solo o in compagnia di una persona che vuole parimenti migliorare. Esercizi spirituali. Sforzarsi di spogliarsi delle proprie passioni, delle vanità, del desiderio di rumore intorno al proprio nome. Fuggire la maldicenza. Deporre la pietà e l’odio. Amare tutti gli uomini liberi. Eternarsi superandosi.”
Dài, che forse è meglio vivere che guardarsi vivere…
Commenta il post